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Progetto di strutture per un Polo tecnologico-produttivo al Campus delle Scienze e Tecnologie di Parma

Università degli Studi di Parma
DICATeA - Laurea Magistrale in Architettura
A.A. 2014-2015

Nicholas Alexander Antignolo, Nicola Boscolo Meneguolo, Vincenzo Conti

Relatore: Prof. Arch. Carlo Quintelli
Correlatori: Prof. Arch. Carlo Giorgio Benedetto Gandolfi, Dott. Arch. Andrea Maiocchi

Introduzione

Il Polo universitario insegue un progetto ambizioso, di cre-are e sviluppare una "rete di campus” distribuiti per la città, i quali sono: il Campus delle Scienze Umane del Centro Storico, il Campus delle Scienze Umane dell’Oltretorrente, il Campus delle Medicine nel polo ospedaliero e in quello veterinario, il Campus Scienze e Tecnologie.
Il progetto in questione è collocato presso il "Campus Scienze e Tecnologie” collocato a sud della città in un punto strategico a ridosso della tangenziale, connesso aggevolmente con il resto della città. L’area delle scienze (Campus Scienze e Tecnologie) si pone come obiettivo l’ecosostenibilità e il minimo impatto ambientale andando a modificare anche le modalità di fruizione del suddetto limitando la circolazione delle auto andando ad inserire delle alternative, come: intensificazione del trasporto pubblico, inserimento di navette elettriche collegate a posteggi esterni e postazioni di bike sharing e car sharging.
L’area presa in esame riguarda la zona sud del campus, un’area dedicata allo sviluppo tecnologico e alla creazione di laboratori per rendere possibile la cooperazione tra università e aziende. Questa cooperazione tra ricerca e lavoro si svilupperà negli ambiti della farmaceutica e dell’ingegneria meccanica per la produzione alimentare. I laboratori da noi sviluppati nel progetto sono quindi fortemente caratterizzati da tali funzioni. L’area si presenta disconnessa tra le varie unità edilizie esistenti. Uno degli obbiettivi del progetto è stato quello di creare una rete di collegamenti in modo da poter unire le varie strutture e gli ambienti esterni. Per la progettazione dei percorsi è stata data maggior importanza agli assi principali dettati dagli edifici esistenti (utilizzati anche come traccia per la nostra architettura), cercando di creare delle aree vivibili, allestite con panchine e pergolati. Come accennato in precedenza, l’edificio progettato, tiene come riferimento gli assi e gli allineamenti degli edifici esistenti, in particolar modo il plesso e la nuova biblioteca di ingegneria e architettura e il laboratorio di ingegneria civile. Il progetto è costituito da un edificio in linea dalle dimensioni di circa 160 m x 18 m x 11 m, che presenta aperture passanti in modo da rendere permeabile l’attacco a terra dell’edificio ai flussi di persone, oltre a scandirne, al suo interno, altrettanti blocchi funzionali. La compattezza del volume su fronte strada è restituita da una fitta maglia lignea di brise-soleil al piano superiore. Si tratta, pertanto, di un volume unitario con il ruolo di rappresentare una quinta compatta percepibile a distanza, se pur frazionata al suo interno in funzione della complessità delle funzioni che deve ospitare. Il fabbricato presenta infatti due livelli: al piano terra sono collocati 5 laboratori di cui uno a doppia altezza, tali spazi presentano tagli di metratura diversi in modo da, accogliere le diverse esigenze richieste dalle aziende ospiti. Ogni laboratorio si presenta indipendente; le disposizioni interne sono simili: c’è un ingresso, una stanza servizi-spogliatoi, un ufficio, un deposito, e appositi locali tecnici collocati parzialmente sulla copertura dell’edificio. I blocchi sono accessibili dai pedoni grazie agli ingressi collocati nelle gallerie, mentre per l’accesso carrabile, per una questione anche logistica, vi è un portone per ogni modulo disposti sul prospetto nord. Al piano terra oltre ai laboratori, come nodo centrale, è pre-sente un’area comune in cui vi sono: un’area libera, tre sale riunioni, un deposito e i relativi servizi. Il piano superiore è raggiungibile grazie alle scale presenti nelle gallerie che portano sul ballatoio al piano superiore. Un ulteriore vano scala è collocato nell’area comune centrale, situata in posizione baricentrica dell’edificio, ove è posizionato anche l’ascensore. Il primo piano è raggiungibile anche da mezzi carrabili grazie ad un monta-auto e un monta-carichi posti alle estremità dell’edificio. Il primo piano si presenta come un grande locale open-space suddivisibile a seconda delle esigenze attraverso pareti scorrevoli a pacchetto che garantiscono la massima flessibilità d’uso. Per rendere indipendenti gli ingressi ai vari ambienti del piano superiore vi è un ballatoio lungo quanto quasi tutta la lunghezza dell’edificio chiuso da una serie continua di brise-soleil mentre i vari ingressi che affacciano su quest’ultimo sono scavati per invitare l’accesso e ogni blocco presenta un colore diverso, a distinguere ogni azienda. L’esposizione e l’orientamento del progetto hanno condizionato l’uso di differenti materiali e partiture di facciata. Il fronte del prospetto sud è composto da una facciata continua caratterizzata dai brise-soleil in legno. Tale struttura è formata da montanti verticali ad interasse costante, fissati al terreno attraverso dei elementi metallici ad "U” e alla parete con delle staffe; le lamelle sono fissate ai montanti a incastro. Il prospetto nord presenta finestre a nastro, lasciando a vista i pannelli prefabbricati che disegnano una trama grazie alle loro scanalature. È stata prevista una struttura prefabbricata in CLS abbinata ad alcune parti, come nelle gallerie, a elementi di acciaio. La maglia della struttura è modulare ed è formata da una rete di pilastri 40x40 su cui poggiano delle travi a doppia "T” di larghezza 2 m. La struttura può sopportare carichi fino a 4000 kg/ml.
Per quanto riguarda l’allestimento degli spazi è previsto un elemento d’arredo versatile col nome ABCube. Un modulo di arredo di dimensione 50x50, con l’obiettivo di garantire la massima flessibilità. I moduli vengono fissati tra di loro attraverso degli incastri a secco, garantendo la massima versatilità e libertà di utilizzo, in base alle esigenze del momento. Gli elementi che si possono ottenere da queste serie di combinazioni di incastri possono essere da un tavolino con degli sgabelli, uno scaffale o libreria, una parete espositiva ecc. Osservando le sezioni trasversali si può notare una tasca al primo piano che collega il piano terra con la copertura. Questa scelta progettuale è di carattere tecnologico, perché la tasca influisce sull’illuminazione degli ambienti, il ricambio dell’aria e sul riscaldamento. La tasca si può definire un am-biente dinamico in quanto si comporta in modo diverso in regime invernale o estivo, grazie a delle lamelle mobili meccaniche che consentendo la circolazione dell’aria. In regime estivo le lamelle sono aperte e consentono la circolazione dell’aria, l’aria calda sale e l’aria fredda scende verso i laboratori. In regime invernale invece le lamelle si chiudono impedendo il ricambio continuo dell’aria, evitando cosi dispersioni di calore, ha funzione "serra” e aiuta a mantenere il calore nella zona uffici. Per quanto riguarda l’illuminazione, il piano primo riceve attraverso le vetrate della tasca la luce indiretta del sole che penetra dal lucernario installato in copertura.
Il progetto prevede una struttura per il parcheggio che possa garantire una quantità di posti auto simile al precedente, dopo aver sottratto spazio per la riqualifica dell’area. In precedenza vi erano circa 200 posti auto, la nostra soluzione ne garantisce 176 + 10 per disabili. Il fabbricato realizzato consiste in una semplice e leggera struttura metallica che è avvolta da una pelle di lamiera stirata, in modo da non appesantire il tutto e mantenere il ricambio dell’aria naturale. In prossimità dei percorsi sottostanti la struttura si interrompe cosi da creare delle corti aperte. Al piano superiore si accede e si scende con le auto attraverso due rampe (con pendenza inferiore al 20% come da normativa) poste all’estremità del fabbricato.