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Laboratori scientifici all'aperto

Università degli Studi di Parma
Dipartimento di Bioscienze + Dipartimento di Neuroscienze

Dipartimento di Bioscienze: Giorgio Benassi, Cristina Castracani, Ciro Gardi, Alessio Malcevschi, Alessandra Mori,
Alessandro Petraglia, Valeria Rossi, Luigi Sanità di Toppi, Pierluigi Viaroli.

Dipartimento di Neuroscienze: Maria Paola Valsecchi.

Nell’ambito di Mastercampus sono state individuate alcune attività e alcuni progetti che sono stati effettuati, sono in corso e sono programmati da gruppi di ricerca attivi nei Dipartimenti di Bioscienze e di Neuroscienze nell’area del Campus. La sistematicità di quelli che possiamo definire "laboratori scientifici all’aperto” è illustrata in planimetria e sarà segnalata sul campo da appositi pannelli divulgativi.

1. Le pozze temporanee

Le pozze temporanee sono considerate sistemi modello per lo studio dell’ecologia, della conservazione e della biologia evoluzionistica. Gli organismi che vivono in questi ambienti hanno sviluppato adattamenti specifici per la colonizzazione di ambienti effimeri ed estremi. Dal 2004 è iniziato il monitoraggio della formazione di due pozze da parte del gruppo di ricerca di Ecologia Evoluzionistica (Dipartimento di Bioscienze). Nel 2009 è stata effettuata la colonizzazione artificiale con Heterocypris incongruens (Crustacea: Ostracoda) utilizzando una singola linea clonale di genotipo ed ecologia noti. La colonizzazione ha avuto successo. A riguardo sono disponibili tesi di laurea e pubblicazioni.

2. Il prato stabile

Il prato stabile è un ecosistema erbaceo che non subisce dissodamento e viene mantenuto tale attraverso la periodica falciatura. Nella Pianura Padana la presenza del prato stabile è in progressiva riduzione, nonostante rivesta un ruolo importante per la conservazione della biodiversità. La diversità vegetale si traduce, tra l’altro, in produzione di foraggio bilanciato e di alto valore nutrizionale per le bovine da latte utilizzato nella produzione del Parmigiano-Reggiano DOP. L’area indicata è mantenuta a prato stabile per esercitazioni sulla biodiversità.

3. Il biochar

Con questo termine si indica il carbone di legna ottenuto dalla pirolisi di biomasse vegetali. Il biochar può essere utilizzato come ammendante dei suoli migliorandone le caratteristiche di permeabilità, porosità, aerazione, capacità di trattenere l’umidità. Le aree individuate saranno utilizzate per valutare le potenzialità del biochar nel miglioramento delle caratteristiche di terreni destinati alla coltivazione di ortaggi.

4. Le formiche

All’interno del Campus sono stati censiti alcuni nidi della formica parassita sociale Polyergus rufescens. Nella città di Parma sono stati identificati per ora solo due siti di nidificazione: uno al Campus e uno nei pressi del Parco Ducale. P. rufescens è sempre stata studiata in ambienti naturali e il ritrovamento in siti fortemente antropizzati potrebbe essere utile per capirne i possibili adattamenti evoluti. Il Campus è un luogo di esercitazione interessante per i laureandi durante le fasi dei loro tirocinii/tesi per la valutazione della biodiversità delle formiche.

5. I licheni

I licheni sono considerati preziosi indicatori della qualità dell’aria poiché sono sensibili agli inquinanti atmosferici. Gli alberi del Campus sono impiegati per il monitoraggio dell’inquinamento da metalli pesanti mediante l’analisi della flora lichenica epifitica che cresce sopra le loro scorze. Pubblicazioni divulgative in merito sono state prodotte da ricercatori del Dip. di Bioscienze.

6. Il bosco nord

La presenza di alberi in un’area urbanizzata ha numerose funzioni positive, dal punto di vista ambientale, climatico, estetico, sociale e culturale. E’ stato stimato che un ettaro di bosco con circa 300 alberi di medio fusto può, in un anno, assorbire 5 t di CO2 e trattenere 50 t di polveri. L’ombreggiatura e la riflessione delle foglie può indurre la temperatura da 1 a 4°C. Il bosco nord è oggetto di numerosi esperimenti e di ricognizioni didattiche da parte di gruppi di ricerca del Dipipartimento di Bioscienze.

 
7. L’arena per i cani

Quest’area è dedicata a test comportamentali nel cane domestico condotti da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Neuroscienze. Lo studio condotto sui cani ospitati nei canili municipali è importante per la definizione del loro temperamento, del loro benessere e di un criterio di adottabilità.

8. L’area a libera evoluzione: successione ecologica

La creazione di questo spazio in un’area precedentemente adibita a parcheggio dovrebbe consentire di monitorare l’evoluzione della vegetazione e del popolamento del suolo e delle sue caratteristiche chimico-fisiche in assenza dell’intervento umano.

9. Il compost

Il compost può essere utilizzato come fertilizzante, migliora la struttura del suolo, la biodisponibilità di elementi nutritivi (composti del fosforo e dell’azoto) e aumenta la biodiversità della microflora nel suolo. Le aree identificate saranno utilizzate per lo studio e la produzione di compost derivante da residui di potatura e sfalcio.

10. Il bosco sud

L’impianto arboreo sito nella zona sud ovest del Campus risale al 1989. Una volta raggiunte le dimensioni adeguate le piante sono state oggetto di diversi studi, tesi a valutarne l’utilità come specie da legno. L’arboreto, realizzato con specie autoctone dell’appennino centro-settentrionale, rappresenta, con la superficie, uno dei pochi lembi boscati dell’area padana nonché singolare in un contesto urbano. Appare evidente che l’arboreto ben risponde agli obiettivi di salvaguardia e valorizzazione ambientale, tutela della biodiversità e mitigazione del microclima che anche il progetto Mastercampus si prefigge.